Transizione ecologica: la società A2A chiude il trimestre con un +47,8% di utile netto

A2A, società multi-utility italiana che opera nei settori ambiente, energia, calore, reti e tecnologie per le città intelligenti – quotata alla Borsa di Milano -, ha chiuso il trimestre con un utile netto di 201 milioni (+47,8%), ricavi pari a 5,54 miliardi (+155%), grazie soprattutto all’incremento dei prezzi delle materie prime. Il margine operativo lordo e’ stato di 389 milioni (-2%). Gli investimenti sono stati pari a 186 milioni di euro (+20%), mentre la posizione finanziaria netta a fine periodo era di a 4,297 miliardi (4,113 miliardi al 31 dicembre 2021).

“Nei primi mesi del 2022, la fase di incertezza derivante dai rincari del prezzo dell’energia, delle materie prime e della reperibilità delle merci – con conseguenti spinte inflazionisti che – si e’ ulteriormente acuita a causa del conflitto in Ucraina che, oltre al dramma umanitario, ha causato effetti rilevanti sull’economia – commenta l’amministratore delegato Renato Mazzoncini (nella foto) – In questo scenario, A2A si e’ confermata solida ed è riuscita a portare avanti in modo responsabile le sue attività, segnando una crescita del 20% degli investimenti rispetto al primo trimestre 2021 nei settori chiave, indispensabili per raggiungere l’autonomia energetica del Paese che la guerra ha reso non piu’ rinviabile, favorendo ne la transizione ecologica”, conclude.  

A2A prevede per l’intero 2022, nonostante l’impatto negativo del cosiddetto ‘Sostegni Ter’, un EBITDA compreso tra 1,4 e 1,45 miliardi di euro, in linea con quanto indicato nel piano strategico 2021-2030. L’utile netto, al netto delle poste non ricorrenti, tra cui anche gli impatti del cosiddetto ‘Taglia Prezzi’ o DL Aiuti, è invece atteso tra 330 e 370 milioni.