Numeri da record per il Festival dell’economia organizzato dal Sole 24 Ore, otto i premi Nobel

I premi Nobel sono otto: nelle quattro giornate del Festival dell’Economia a Trento i numeri superano ogni record, con relatori che riempiono spazi pubblici e privati dalla mattina alla sera. Ieri, giovedì, all’apertura della manifestazione, c’erano anche tanti romani, sia tra i protagonisti che tra il pubblico.

Non a caso il festival vantava tra i primi incontri quello con il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi (nella foto) e il banchiere Natalino Irti in dialogo con Paolo Mieli. “Trento batte Torino sei a zero”, dice un amante dei saloni dedicati ai libri, fornendo un risultato dallo stile tennistico. Sì, perché nella lotta tra la città del concilio e l’ex capitale sabauda la vittoria a mani basse è quella dell’organizzazione trentina.

I Nobel impegnati Jody Williams, per la pace, sul tema “Humanitarian Disarmament for development and enduring peace”. Poi ecco Muhammad Yunus, il fondatore della Grameen Bank, pioniere del microcredito e dell’economia sociale creando più di 50 imprese sociali in Bangladesh, premio Nobel per la pace. Quindi Daniel McFadden, Jody Williams, Giorgio Parisi, Tawakkol Karman, Edmund Phelps. E Oliver Hart, premio Sveriges Riksbank in Scienze Economiche in memoria di Alfred Nobel.

Non può mancare un ricordo di Jean Paul Fitoussi, l’economista non dogmatico. C’è l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria che sentenzia: “La Bce non ha capito che l’inflazione non era temporanea, ma in parte strutturale. Per una sorta di eterogenesi dei fini, l’errore di valutazione ha portato a una politica corretta ma ora il problema è uscire dalle politiche espansive.

Quindi la Bce è disposta a finanziare l’ulteriore debito che faranno gli Stati, come è già successo in pandemia? Oppure questa responsabilità si sposterà sulle istituzioni Ue, facendo debito comune europeo a tassi più accettabili?

Questo sarà il balletto dei prossimi mesi tra Francoforte e Bruxelles”. Nella serata di oggi, venerdì, appuntamento con Mahmood per “La creatività abbatte ogni barriera”, al Teatro Sociale. Senza dimenticare il concerto diretto dal maestro Salvatore Accardo con “Il Canto della Fabbrica” e la pianista coreana Gile Bae.

SCHOLZ COMPRA I CHINOOK BOEING

D’accordo, ha voluto stanziare 100 miliardi di euro per armare la Germania, ma Olaf Scholz non dimentica gli Stati Uniti. Berlino ha annunciato che il Chinook Ch-47F di Boeing è stato selezionato per soddisfare i suoi requisiti per il programma di elicotteri pesanti per le forze armate tedesche. E subito la Boeing dichiara di essere “onorata che il governo tedesco abbia scelto il Chinook Ch-47F per i suoi futuri requisiti per gli elicotteri pesanti. Non vediamo l’ora di collaborare con i governi statunitense e tedesco per finalizzare questa vendita nell’ambito del processo di vendita Fsm (Foreign Military Sales)”. E’ un modello di elicottero fondamentale per il trasporto di materiali ed equipaggiamento, anche se a tanti militari ricorda la guerra del Vietnam.

Giorgio Ferroni, Il Tempo