Porsche Consulting: il metaverso industriale è tra le tecnologie più promettenti per il futuro

I vantaggi vanno dall’esperienza all’efficienza, dalla riduzione degli sprechi alla creazione di milioni di posti di lavoro

Al via oggi la prima edizione dell’Innovation Forum di Fortune Italia, che si pone l’obiettivo di creare tavoli di confronto e di discussione sulla transizione digitale in atto e sul cambiamento culturale necessario perché avvenga la trasformazione del tessuto imprenditoriale italiano.

Di innovazione d’industria ha parlato Porsche Consulting, società di consulenza strategica parte del più grande gruppo industriale europeo, facendo il punto sull’approccio strategico all’innovazione e sulle tecnologie future più promettenti.

Ogni giorno le aziende devono scegliere quanto investire nel business attuale, quali progetti dismettere perché non più strategici e soprattutto, devono decidere quanto investire su quei progetti innovativi che segneranno il futuro successo della società.

“L’abilità dei leader d’impresa di allocare i capitali tra business corrente e progetti di trasformazione determina la capacità dell’azienda rimanere competitiva nel tempo” – chiosa Josef Nierling, nella foto, amministratore delegato di Porsche Consulting.

La società della casa automobilistica di Stoccarda suggerisce tre azioni fondamentali di pianificazione strategica: riguardare in maniera critica i prodotti attuali, i mercati, e modelli di business; rivalutare i budget, cercando quelle efficienze che generano la liquidità per finanziare i progetti nuovi; lavorare fianco a fianco con i CFO per costruire un approccio sistematico all’allocazione strategica di capitale.

Dagli studi Porsche Consulting emerge che chi alloca i capitali secondo una logica trasformativa ha un incremento di valore sul mercato con un moltiplicatore di quattro volte superiore rispetto a chi alloca i capitali in maniera tradizionale.

E con riferimento a quei progetti che possono segnare il futuro dell’innovazione industriale Nierling non ha dubbi: “Anche se gran parte dell’attenzione si concentra oggi sulle esperienze sociali e nell’ambito business to consumer, nel metaverso c’è un grande e immediato valore dedicato al settore “business to business.”

Di grande rilevanza è infatti l’evoluzione delle piattaforme di progettazione di prodotti e processi, già mature e in uso nelle grandi aziende. Ad esempio, Boeing ha in programma di creare il prossimo velivolo utilizzando nuovi strumenti di progettazione e ingegneria virtuale resi disponibili grazie al progresso tecnologico del metaverso.

La caratteristica più interessante dei metaversi industriali è una rappresentazione 3D che non si limita alla resa grafica e all’interazione sociale. I gemelli digitali di prodotti e fabbriche coniugano l’esperienza di progettazione facilitata dall’utilizzo di visori per realtà virtuale e aumentata con l’aggiunta di modelli computazionali molto potenti che replicano la fisica delle strutture e dei movimenti, simulandone la futura vita e le necessità di modifica o di intervento.

Un utilizzo che dunque copre l’intera vita del prodotto. Si parte dalla presentazione virtuale del prodotto ai clienti alla possibile servitization di un impianto produttivo, ovvero dare la possibilità al cliente dell’impianto di non pagare l’asset ma il servizio legato ad esso, utilizzando magari blockchain che certifichino la performance dell’impianto reale. E si continua con la manutenzione assistita, e in particolare con la continua ottimizzazione e ricerca di nuove soluzioni prima testate in maniera economica e sicura sul gemello digitale e poi messe in pratica su larga scala. A tal proposito, il gruppo Volkswagen ha recentemente lanciato, in collaborazione con Amazon Web Services e altri player industriali, l’Industrial Cloud, una piattaforma che consente di sperimentare soluzioni tecniche su digital twin di stabilimenti produttivi e metterle poi immediatamente a disposizione per i suoi 120 stabilimenti sparsi nel mondo.

“Lo sviluppo del metaverso porterà importanti vantaggi sia in termini di interazione con i clienti, sia in termini di produttività ed efficienza, – afferma Nierling – inoltre, grazie alla virtualizzazione, si ridurranno gli sprechi nel mondo fisico, garantendo maggiore sostenibilità ambientale, e si creeranno milioni di posti di lavoro in nuovi ruoli più adatti all’interazione tra uomo, macchina e algoritmi – conclude l’AD di Porsche Consulting.