Zonin1821 si rafforza in Usa con la partnership esclusiva con Rndc

Zonin1821 ha firmato un accordo di partnership esclusiva con Republic National Distributing Company (Rndc), il secondo più grande distributore di vino e spirits premium negli Stati Uniti, che rappresenterà i marchi del gruppo in 23 stati americani. Gli Stati Uniti sono attualmente il primo mercato per Zonin1821, che proprio negli scorsi mesi ha nominato Andrea Alfieri in qualità di Usa managing director.

L’accordo, che porta Rndc a coprire oltre il 70% del fatturato del gruppo nel Paese, rende maggiormente unitaria la distribuzione di Zonin1821 che, in precedenza, era più a macchia di leopardo, e quindi legata a molti più player (tra cui lo stesso Rndc).

“Abbiamo iniziato a fare una riflessione sul mercato americano un anno e mezzo fa – dichiara a Pambianco Wine&Food il CEO del gruppo Pietro Mattioni (in foto)– con l’obiettivo di rafforzare la nostra filiale di Miami e la capacità di raggiungere il cliente finale, coinvolgendo pertanto anche i distributori. L’accoppiata tra una filiale e una struttura distributiva più forti dovrebbe portare il nostro gruppo ad accelerare la crescita nel mercato americano che ha un potenziale inespresso ancora importante”.

Oltre ad accelerare lo sviluppo dei marchi in portafoglio, la nuova struttura vuole essere un catalizzatore di brand in distribuzione esterni al gruppo. Come spiegato dal CEO, al momento la filiale di Miami importa già diverse realtà terze (e non in competizione con i marchi del gruppo) che però hanno un peso ancora abbastanza ridotto.

Per quanto riguardante l’andamento del gruppo sul territorio americano, “il 2022 è andato abbastanza bene – Afferma il CEO – e sono contento del lavoro che stiamo facendo: dal miglioramento nella gestione dei brand lifestyle, quali Zonin e Castello del Poggio, a una copertura territoriale più fluida e coerente”. Per il 2023, “sono due i fattori che, in base alla loro evoluzione, influenzeranno l’anno: l’inflazione su materie prime e costi energetici, che tanto ha impattato nel 2022, e la questione del cambio euro – dollaro, che almeno lo scorso anno è stato molto favorevole alle esportazioni”. Lato consumi, “non vediamo forti segnali recessivi, ma neanche previsioni di incremento, pertanto riteniamo che il mercato sia relativamente stabile”, conclude Mattioni.