Banca Ifis presenta il nuovo piano strategico

Attesa anche una significativa crescita dei business “core” e una riduzione della componente straordinaria

Spunti in acquisto sul titolo Banca Ifis che balza di oltre 2 punti percentuali sostenuto dal piano industriale al 2022 che vede un utile netto, a fine piano, pari a 147 milioni di euro, per migliorare ulteriormente la solidità patrimoniale, con significativa crescita dei business “core” e riduzione della componente straordinaria.

Il CET1 è atteso al 12%, al di sopra dell’attuale soglia Srep dell’8,12%. Gli investimenti sono previsti per circa 60 milioni finalizzati a supportare la crescita organica e la stabilità del business e un payout ratio del 40-45% che, ai prezzi attuali di Borsa, corrisponde a un rendimento di oltre il 7%.

Tra gli obiettivi al 2022 di Banca Ifis, previste, nell’arco del piano, 190 nuove assunzioni e profittabilità di tutte le business unit, con un vantaggio competitivo maggiore negli NPL e nel Factoring, ed una crescita totale dei ricavi a 602 milioni guidata da: acquisti per 8,5 miliardi (valore nominale) di crediti non performing nel triennio per il settore Npl; incremento dei volumi per 1 miliardo di crediti verso la clientela nel triennio nel segmento Commercial e Corporate Banking.

Il piano industriale conferma il ruolo di Banca Ifis come banca dell’economia reale vicina alle PMI che genera utili sostenibili e crea valore per tutti gli stakeholder e i suoi azionisti – ha commentato l’AD Luciano Colombini -. Questo è un piano che nell’arco di un triennio vede un utile target in crescita significativa se consideriamo la netta riduzione, nei prossimi anni, del contributo della componente straordinaria. Nel triennio la banca si propone di rafforzare ulteriormente la leadership nei settori in cui già opera con forte vantaggio competitivo. Continueremo a operare come investitore primario nel settore degli NPL, forti di uno dei migliori servicer esistenti oggi in Italia. Tra il 2020 e il 2022 stimiamo di acquistare 8,5 miliardi di nuovi crediti non performing

 

Ernesto Furstenberg Fassio, Vicepresidente Banca Ifis: come azionista siete soddisfatti dell’investimento in Banca Ifis? 

Le rispondo con dei numeri.
Negli ultimi 10 anni Banca IFIS ha generato utili per 1,6 miliardi di euro ponendosi al 4° posto tra le banche italiane quotate e senza aumenti di capitale.
Negli ultimi 25 anni il patrimonio netto di Banca IFIS è cresciuto di circa 1,5 miliardi di euro e la Banca ha pagato circa 400 milioni di euro di dividendi. Agli attuali prezzi di borsa Banca Ifis offre un rendimento di circa il 7%, che è tra i più elevati del sistema bancario italiano.

Che intenzioni ha l’azionista sulla Banca?
Oggi sono qui in veste di vicepresidente della Banca e non come AD de La Scogliera.
Solo due parole, quindi, sul tema.
La Scogliera è una società ordinata, ben amministrata e patrimonializzata, senza debiti e pressoché senza assets.
Fa capo ad una famiglia che ha una visione a lungo termine, i cui membri hanno gli stessi interessi del mercato: che la banca sia ben amministrata, sana e profittevole, così da finanziare la propria crescita e remunerare tutti coloro che crederanno e investiranno nella Banca.
La Banca può contare quindi su un nucleo azionario familiare durevole, che garantisce stabilità al mercato. Tale nucleo familiare devolve massima attenzione a che gli obiettivi del piano industriale, votato all’unanimità dal cda della banca, siano conseguiti dal punto di vista strategico e industriale.

Avete parlato del rebranding della Banca. Puo dirci qualcosa in più?
La nuova comunicazione e la rinnovata strategia di marketing nascono proprio con l’obiettivo di supportare il nostro modello commerciale in funzione della riconoscibilità della Banca sul mercato. Oggi scontiamo un gap di riconoscibilità sul mercato. Ma questo gap per noi è solo un’opportunità. Ci dobbiamo far “scoprire” e riconoscere. Al momento non posso dirvi altro ma stiamo lavorando e ci rincontreremo presto.